Quella strana Abbazia…
Archeologi, storici dell’arte, occultisti, semplici curiosi… tutti, ancora oggi, si interrogano sui misteri racchiusi fra le imponenti mura dell’Abbazia di Staffarda, presso Torino…
Altro non fanno, a dire il vero, che proporre astruse ipotesi… disquisire su possibili sincretismi culturali… formulare improbabili teorie…
Se sapessero che basterebbe chiedere a me… volli io che sorgesse quell’edificio … pretesi, con severità e pignoleria, che fosse costruito in un certo modo… pietra su pietra, senza lasciare nulla al caso… Si prova un brivido a contemplarlo (da varie angolazioni, per coglierne le molteplici sfaccettature…) …magari all’imbrunire, in autunno…
Ma facciamo un passo indietro…
Nel 1098 Roberto di Molesme, animato dal lodevole intento di restituire linfa vitale alla Regola di San Benedetto, aveva fondato (a Cistercium, oggi Citeaux) un nuovo ordine…e, grazie soprattutto all’instancabile opera di Bernardo di Chiaravalle, l’importanza (non solo religiosa…) dei Cistercensi era ben presto divenuta enorme…
Ne entrai a far parte anch’io…
La vita monastica mi avrebbe permesso, in quel momento, di continuare tranquillamente i miei studi… Avrei dovuto evitare di far scoprire la mia natura, certo… ma l’autocontrollo non mi è mai mancato… Tutto andò bene, fin troppo … feci carriera …
Era, tutto sommato, divertente, ma non poteva durare…
Noi non invecchiamo… e ciò, nel giro di pochi anni, mi avrebbe tradito…
Si avvicinava il momento in cui avrei dovuto, ancora una volta, cambiare identità… è il mio destino ineluttabile… Stavolta, però, avvertivo una sensazione diversa …
Non so perché, ma volevo lasciare un segno del mio passaggio… Già allora lo spirito nobile e vitale dell’insegnamento cristiano si era deteriorato... questo mi faceva rabbia … Mi venne un’idea…
Andai in visita dal marchese Manfredo I del Vasto, e gli chiesi il permesso di realizzare una nuova abbazia, esattamente dove si trovavano alcuni resti di costruzioni romane, a loro volta sorte su vestigia celtiche o, addirittura, anteriori…
Però non sarebbe stato un edificio sacro come gli altri… no… Avrebbe dovuto, invece, racchiudere ed esprimere l’essenza del vero Cristianesimo, di quello che ne era stato il cuore palpitante… del Cristianesimo esoterico…
Era un uomo intelligente… capì e ne rimase entusiasta… Mi concesse tutto l’appoggio possibile…Correva, se non ricordo male, l’anno 1135… i lavori, diretti da me, iniziarono subito...
Mai dimenticherò i volti sbigottiti delle maestranze, quando davo loro istruzioni… Ordinai che dei vari elementi architettonici (finestre, colonne,. archi, ecc.) nessuno sarebbe stato uguale o simmetrico all’altro…
Il mio modello, infatti, era la natura… che, com’è risaputo, non fa mai due cose identiche…
Eppure queste differenze avrebbero dovuto compensarsi fra loro, in una sofisticata armonia… e manifestarsi solo all’osservatore attento… Inoltre, feci orientare l’edificio in modo che i raggi solari cadessero al mattino sull’altare, a mezzogiorno sul campanile e a sera davanti al portale maggiore… Copernico e Galileo sarebbero nati alcuni secoli dopo… ma io i movimenti di rivoluzione e rotazione della Terra li conoscevo già… Insistetti sul recupero di simboli antichi e pregnanti… il sole… gli astri… il fiore di loto… la spirale… e riservai cura minuziosa al labirinto del chiostro… metafora del percorso iniziatico che l’uomo illuminato deve compiere per giungere alla "gnosis"… alla "conoscenza"…
Decisi che, vicino l’ingresso, sarebbe stato collocato un vetusto monolito che avevamo trovato nei paraggi… semplice e complessa rappresentazione dell’impulso verso il trascendente….
Prevedevo che, anche fra i posteri, quasi nessuno avrebbe capito nulla di tutto ciò… L’idea mi divertiva… e allora, solo per il gusto di farli ammattire, obbligai i miei sottoposti a prendere in consegna, e a custodire nell’Abbazia, un singolare osso… che era, in realtà, la vertebra di un animale preistorico, venuta alla luce chissà dove e chissà come …
Mi ci ero imbattuto casualmente, ed era stato facile acquistarla per pochi soldi… Non spiegai cos’era (anche volendo, come avrei potuto? Che ne sapevano, a quel tempo...)… dissi che bisognava conservarla lì, e basta… Il bello è che, nei secoli successivi i monaci si convinsero che si trattava dell’osso di una balena, mandata dal cielo durante una carestia… Pazzesco ed esilarante… Ma la mente umana ha bisogno di trovare sempre una giustificazione… anche quando non c’è!
Avrei voluto vedere l’opera compiuta…
Ma non potevo rischiare oltre…
Così, un giorno, sperando che avrebbero continuato a rispettare il progetto originario (come, per fortuna, avvenne), mi allontanai …e non seppero più nulla di me…

Der Vampir