Mi presento sono Ares un antico spirito greco, voglio racontarvi un po'la mia storia: «Ares, Ares funesto ai mortali, sanguinario, eversore di mura...» Ares è una figura della mitologia greca, figlio di Zeus e di Era. Nacque in Tracia.
Era un dio poco amato dei greci il dio della guerra e lo spirito della battaglia Infatti, nessun eroe lo invoca, benché, come dice Omero, gli Achei vengano chiamati suoi schiavi. Anche i compagni di Ares sono tutt'altro che simpatici: sono Eris (la Discordia), Deimos (il Terrore) e Fobos (la Paura), questi ultimi due figli suoi, avuti da Afrodite. Perchè, nonostante tutto, Ares riuscì a conquistare le grazie di Afrodite, dea della bellezza e dell'amore e regolarmente coniugata col dio Efesto. Da lei ebbe, oltre ai summenzionati Deimos e Fobos, anche una prole più simpatica: Eros, Anteros e Armonia.
Ad ogni modo, il tradito Efesto si prese la sua vendetta: con invisibili catene legò Afrodite e Ares, offrendo il loro amplesso amoroso allo scherno degli dei, racconto col quale Demodoco intrattiene i Feaci e Ulisse (Odissea, VIII). Esporre Ares all'imbarazzo e alle risate è un altro segno della scarsa simpatia di cui godeva quel dio. Ed è altrettanto significativo che a trarlo da quella situazione penosa sia Poseidone, che nemmeno lui viveva nei migliori rapporti con gli altri dei olimpici, preferendo l'esistenza appartata, negli abissi marini. Tuttavia, nemmeno fra Poseidone e Ares. i rapporti furono sempre sereni. Allirozio, figlio di Poseidone, aveva tentato di usare violenza ad Alcippe, figlia che Ares aveva avuto dalla ninfa Eurite, e Ares, senza pensarci su due volte, uccise Allirozio. Poseidone allora citò Ares davanti ad un tribunale composto di dodici dei, ma per quanto l'oratoria non fosse il suo mestiere, quella volta Ares si difese così abilmente da essere prosciolto con formula piena. Secondo la leggenda, il processo si sarebbe svolto su una collinetta di Atene, che poi, in memoria del fatto, venne chiamata Areopago e doveva infine diventare, con questo nome, il tribunale supremo degli Ateniesi. Il culto di Ares fu originario della Tracia, donde si diffuse per la rimanente Grecia senza però diventare molto popolare, salvo che a Sparta e a Tebe. Gli altri Greci erano troppo raffinati per trovare di loro gusto un dio tanto irrazionale e demoniaco. Ad Atene gli era consacrato soltanto il suddetto Areopago.
Erano sacri ad Ares il cane e l'avvoltoio; i suoi attributi erano la lancia e la fiaccola. I Romani lo equipararono al loro dio Marte , senza che però si possa parlare di una completa identificazione.
Era considerato un "dio senza misericordia", era venerato da popoli più lontani, quali i troiani e le amazzoni.
Nell'Iliade (libro V), Omero scrive esplicitamente, che Zeus odiava il figlio a causa della sua violenza e aggressività.
"Dall'eterno male sono sorto, creato dall'odio e dalla paura dell'umanità; chiamato sterminatore e demome dai miei simili, temuto e venerato dagli umani, io sono qui lo sono sempre stato e per sempre lo sarò. Io sono la paura che si cela nel tuo cuore, sono l'odio che scorre nelle tue vene, sono le lacrime che sgorgano nella tristezza... Io sono tutto ciò, chiamami pure demone, chiamami pure spettro o fantasma, chiamami pure con il nome con cui mi chiamano tutti...chiamami MORTE..."