Fenice è il mio nome..
Io sono colei che ode il respiro della notte,
sono come una stanza dagli innumerevoli specchi, fantastici,
che distorcono in riflessi falsi un'unica anteriore realtà
che non è in nessuno ed è in tutti..
Ho viaggiato leghe d’ombra dentro il mio pensiero, per capire il perchè..
Io sono l'eco dei desideri altrui,
misteriose assonanze di giorni mai sazi.
Sono l'ardore che nutre gli spiriti in battaglia;
sono l’armonia che colora ogni movenza
e soffonde d’intorno il suo tepore;
sono nei corpi e nelle menti
che vagano come amanti inquieti in cerca di gloria.
Ma io odo lo scherno del Libero Arbitrio beffato dal Fato,
e canto il ritorno dei guerrieri sfiniti,
i tratti logori di emozioni ansiose;
le lacrime sciolgono tormenti abusati tra i flutti dell’oblio;
per ottundere i sensi dolenti, finalmente riuniti.
Guardami…
guarda quest’acrobata del vizio e del sentimento..
Io sono la cenere che rinasce dopo che il fuoco è divampato
E custodisco intimamente il calore del suo lampo,
illumina il mio cammino nel buio che odora di palude.
Le catene della sorte atrofizzano i passi,
ma trascendono per volontà in ali spiegate,
rapite dal vento.
Carezze insinuanti,
che colmano vuoti di solitudine.

Vostra, Fenice