(Questa è la mia storia, ma non sarò io a narrarla....)
Lestat rese Claudia un vampiro per vendetta, forse non solo su di lei, ma sul mondo intero.
Un ricatto, un capriccio, una catena che potesse trattenermi per sempre, accanto a lui.
Era solo una bambina ed aveva bisogno di cure, io dovevo curarmi di lei, non aveva memoria del suo passato, dimenticò subito i suoi 5 anni di vita mortale.
Era talmente diversa da noi,da tutta la nostra razza,una bimbetta si.... ma anche una feroce assassina.
Lestat era così fiero della sua bellezza, della sua opera, il suo giocattolo.
Non v'era ombra di paura in lei ne di discernimento, muta e bella vestiva le sue bambole, muta e bella... uccideva.
Lestat giocava con lei, come anch'essa fosse, solo, una splendida bambola. Impossibile dire,in realtà, cosa lei sapesse o non sapesse... era un piccolo, paffuto, raggiante, mistero.
Trascorsero anni in quel modo, un rosario infinito di notti, e di albe in cui veniva a rannicchiarsi vicino a me per dormire,nulla era diverso in lei, il suo corpo non sarebbe cambiato, mai, non sarebbe mai cresciuta, non sarebbe mai..... diventata una donna!
Era imprigionata per sempre in quella gabbia dorata, ma il suo viso di bambola sembrava abitato da occhi consapevoli e adulti, l'innocenza era smarrita ormai.
C'era qualcosa di tremendamente sensuale nel suo ciondolare sul divano, fissandomi ,con quello sguardo che raccolgieva la luce, in una camicina da notte di pizzo trapunta di perle. Era diventata una seduttrice misteriosa e potente, di una malizia sconvolgente..... e spaventosa.
La sua mente era inconoscibile e imprevedibile..... bambola.... bambola.... una bambola magica ecco cos'era.
Avvenivano cambiamenti in lei, non uccideva più a caso, seguiva schemi precisi, sembrava ossessionata dalle donne e dai bambini, eliminava a volte intere famiglie, un componente dopo l'altro.
Mi resi finamente conto di non sapere più che cosa fosse, si sentiva uguale alla sua razza ormai, eppure era impotente, incapace di creare da sola altri simili a lei e per questo ancora più acerba e cattiva.....
Un giorno se ne andò ,la vidi fuggire in un turbine di nastri di raso, scarpette ticchettanti e riccioli dorati.....
La persi,per sempre e ora so che vaga tra voi... non posso più proteggerla ne lei vuole essere protetta, ma è così fragile, come un'uccellino, sotto la tempesta.
Perdonatele l'arroganza e la superbia che forse suo padre Lestat le passò insieme col suo sangue....e cercate in lei ciò che io le ho donato, come suo secondo creatore... una grande sensibiltà, che tiene nascosta in sè.

Che la Luna illumini la sua strada,
in fede...
Louis de Point du Lac.