Ero una creatura....Fragile.
Così effimera, bianca. A volte evanescente.
La mia ombra e la mia vita si confondevano tra le nevi perenni.
Ma di notte, la lunga notte islandese....
Di notte ero La Forza.
Per sei lunghi mesi nutrivo le mie fragili membra col sangue dei piccoli uomini, senza crudeltà, per bisogno.
Ma non chiedo d'esser compresa. Allora non lo sono stata, oggi non lo sarò.
Il ghiaccio ora è la mia casa. Il sangue la mia vita.
Il mio letto una tomba bianca, neve, intatta.
Come Jesus sono crocifissa.
Se vi avventurerete tra i ghiacciai islandesi forse potreste incontrarmi.
Non guardatemi negli occhi, allora.
Sono bianchi, anche se un tempo furono rossi.
E riflettono tutto l'orrore di una morte senza fine.


Vostra Blodsuga, (n.d.a: in islandese "succhiasangue")