Ian Valek

Guerrieri del Kali Yuga
[ » Torna a pagina: 1 ]    Da allora c'era stata la guerra: invisibile agli occhi degli umani, certo, ma costante e sanguinosa. E come in tutte le guerre anche il Sabbat aveva bisogno di chi spiasse i suoi nemici, di chi facesse assassini mirati, di chi controlasse la fedeltà dei membri all'interno... per tutti questi compiti (si diceva) esisteva la Mano Nera, una sorta di setta all'interno dell'organizzazione.
La voce di Valek riportò i vampiri più giovani al mondo circostante:
"Chi è la donna?"
La macchina attraversò uno slargo illuminato solo dai lampioni, si fermò accanto al marciapiede che fiancheggiava una delle due uscite dalla piazza stessa, l'altra era un ponte che correva sopra un piccolo corso d'acqua urbano.
"La donna è dentro a quel locale" disse il vampiro che fino a poco prima stava guidando, indicando un posto di lusso la cui insegna recitava "L'orchidea d'oro".
"Capisco..." disse Valek grattandosi distrattamente il pizzetto.
"Le informazioni di cui disponiamo" continuò il vampiro alla guida "Ci dicono che le trattative della Camarilla con il clan indipendente dei Seguaci di Seth si sono concretizzate, sicuramente in funzione di estirpare l'assedio a cui i nostri branchi stanno sottoponendo Roma e..."
"Conosco le informazioni" disse Valek quasi in un sibilo, estraendo da sotto il bomber un piccolo bloc notes "I Seguaci di Seth da cinque secoli non hanno mai preso posizione nella guerra fra noi e la Camarilla ma certo non hanno motivo di amarci, un'alleanza su scala locale qui a Roma fra loro è possibile e quindi è da sdradicare sul nascere... ora...."
Valek aprì il bloc-notes e sfogliò qualche pagina
"...il vostro branco si è distinto bene nelle ultime operazioni, anche perchè se no avrei rispedito i vostri pezzi al vescovo Alfonso ...."
(che ironia il fatto che il Sabbat utilizzasse la nomenclatura ecclesiastica per la propria gerarchia)
"...sò in questo branco siete un Lasombra, uno Tzimisce, un Brujah ed un Pander, un tipico branco da guerra..." Aggiunse Valek elencando i nomi delle stirpi a cui i membri del branco appartenevano "...bene" concluse chiudendo il blocchetto e rimettendolo a posto.
I quattro vampiri che lo accompagnavano erano stupefatti... davvero qualcuno aveva fatto i loro nomi in alto, molto in alto del vescovo Alfonso che guidava i branchi nella crociata contro Roma e che incuteva al loro branco tanta paura; questa improvvisa fama gli procurava un misto fra orgoglio e timore.
Dall' "orchidea d'oro" uscirono un gruppo di persone : quattro erano le classiche bodyguards dalle spalle larghe come un'armadio e palesemente armate sotto le giacche, la quinta era una bellissima donna che anche da qualle distanza si distingueva per i lunghi capelli neri lisci e per i generosi spacchi del vestito sul prosperoso decoltè e sulle gambe. Il gruppetto etrnò in una lussuosa macchina che, Valek e gli altri lo immaginavano a ragione, doveva avere la scocca rinforzata ed i vetri anti-proiettile.
"Va bene, adesso ascoltatemi tutti ed ascoltatemi bene" disse Ian "Seguite la macchina senza farvi accorgere, poi tu" disse indicando il vampiro sul sedile del passeggero "sparagli col fucile alle gomme; da quel momento fate quello che volete ma fatelo rapidamente e fate in modo che quei tizi escano dalla macchina. E adesso andate"
La macchina del branco sabbatico seguì quella ben più lussuosa che aveva davanti sul ponti, c'era silenzio fra i suoi occupanti ed era il classico silenzio che precede la tempesta, quel silenzio che ben conosce il generale prima di comandare la carica o il tuffatore mentre era fermo sulla pedana.
"Apri il finestrino e quando sono uscito sparate a quelle gomme" disse Valek sempre al vampiro sul sedile del passeggero. Questo si voltò dietro stupito e disse: "Uscire dal finestrino?". Tuttavia dietro di lui, fra i suoi due compagni stupiti, non c'era più la figura di poco prima ma un pipistrello e, buon Dio, era certo che quel topo con le ali lo stesse guardando con occhi irritati.
Pochi secondi dopo il pipistrello era in aria fuori dalla macchina.
"Ok ragazzi facciamo vedere a straccia-cazzi Valek quanto valiamo" disse il vampiro che guidava, quello alla sua destra velocemente mise fuori un fucile da caccia fuori dal finestrino, mirò alla gomma posteriore destra della macchina che gli era davanti e poi sparò. La macchina dei Seguaci di Seth inizò un testa coda che però l'abilità del guidatore riuscì ad evitare, un secondo colpo di fucile tuttavia colpì il retro e rimbalzò sulla scocca rinforzata ma un terzo centrò la ruota posteriore sinistra e l'auto violentemente sbattè contro il muro di un palazzo. Dal suo interno uscirono le cinque persone; tre di loro (evidentemente dei ghoul, umani divenuti schiavi di un vampiro dopo averne bevuto il sangue) estrassero subito le loro pistole di grosso calibro ed iniziarono a sparare contro la macchina dei sabbatici, un quarto di loro invece si rivelò una piccola sorpresa: i suoi occhi avevano assunto la stessa forma di quelli dei serpenti, la sua lingua biforcuta saettava per buoni trenta centimetri fuori dalla bocca ed impugnava oltre alla pistola anche un pugnale di chiara foggia egiziana, tutte queste caratteristiche lo identificavano come un vampiro appartenente alla stirpe Seguace di Seth. I quattro sabbatici uscirono velocemente dal loro mezzo e fecero fuoco contro i loro bersagli, bastarono un paio di colpi per buttare a terra morti o in fin di vita i tre ghouls mentre le loro pallottole attraversavano il corpo dei sabbatici lasciando cicatrici purpuree di sangue rappreso e simili ad ustioni dove colpivano. I sabbatici iniziarono ad accusare i colpi e si piegarono sulle ginocchia.
"Proiettili al fosforo..." pensò il vampiro che era alla guida.
Il Seguace di Seth aveva quasi scaricato il suo caricatore su uno dei quattro componenti del branco sabbatico riducendolo quasi alla morte ultima, sparava ed avanzava ed in pochi secondi era sopra di lui; gli stava per tagliare la testa quando fu raggiunto in pieno petto dal colpo di fucile a distanza ravvicinata di un'altro dei sabbatici.
La donna era uscita dalla macchina di corsa ed osservava l'esito dello scontro andare contro i suoi, guardò la sua guardia del corpo fare un volo all'indietro di diversi metri dopo essere stato colpito e guardò con decisione verso il sabbatico che impugnava il fucile ancora fumante e gli disse:
"Fermati, sicuramente c'è un'altro modo oltre alla violenza..."
Erano parole oltremodo fuori luogo in quella scena di cruda violenza ma furono pronunciate con tono dolce come il miele e sinuoso come una serpe, era un'altro dei tanti "doni oscuri" che si manifestavano fra i figli della notte.
Il sabbatico si fermò incantato dalla voce e dalle movenze della Seguace di Seth, i suoi due compagni rimasti in piedi lo fissarono stupefatti senza capire il perchè, la donna sorrise... c'era ancora una possibilità.
Qualche metro sopra a lei un pipistrello con un sonoro schiocco riprese la sua forma originaria e Ian Valek letteralmente piombò su di lei, dalle sue unghie erano spuntanti degli artigli sporchi di sangue. Un'artigliata di Valek solitamente era in grado di tagliare in due un'umano robusto e di grosse dimensioni e di portare alla morte ultima un vampiro privo di "doni oscuri" difensivi; in ogni caso la velocità sovrumana del predatore era una delle caratteristiche di Ian... nel tempo in cui un'umano sarebbe riuscito a portare un singolo pugno ben portato lui eseguì sei artigliate sul corpo della Sethita, ognuno eseguito con la grazia del falco che scende sulla preda.
Ian aveva ancora negli occhi lo sguardo privo di speranza della vampira quando fece rientra nelle dita gli artigli, il corpo di lei era polvere ancora prima di toccare terra. Ankara era nata in Egitto più di tre secoli prima e quando divenne vampira (in una torrida notte d'Estate sul Nilo, tanti anni prima, una notte in cui si poteva quasi sentire sulla pelle il peso di millenni di storia e grandezza dei vampiri egiziani) pensò di avere l'immortalità davanti a se. Non avrebbe mai immaginato di morire in una strada di cui non conosceva nemmeno il nome a Roma nei primi anni nel XXI° secolo.
Ian avanzò veloce verso l'altro Seguace di Seth ancora a terra e disse:
"Questo lo voglio vivo... ci devo parlare..."

La notte dopo in un privè de "L'orchidea d'oro" un'altra donna, anch'essa molto bella anche se in modo diverso da Ankara, era sorpresa. Osservava il nuovo arrivato vestito di un'elegante giacca e cravatta color Fumo-di-Londra, coi capelli ben ingelatinati indietro ed il sorriso stampato sulle labbra.
"Pensavo che ci sarebbe stata Ankara anche stanotte"
"Purtroppo Ankara non c'è, il nostro clan pensa che sia pericoloso in una città assediata dal Sabbat mandare sempre gli stessi ambasciatori"
"Capisco..." fece l'altra donna dubbiosa.
"Suvvia! Sono informato su quanto avete già discusso: gli spostamenti sabbatici intorno alla città di cui siete a conoscenza, gli aiuti che ci richiedereste e il prezzo che stavate contrattando"
"Un prezzo davvero molto alto" fece lei
"Ma sono certo che sarà possibile trovare un'accordo che ad entrambi porterà... soddisfazione" disse il suo interlocutore dando all'ultima parola un tono talmente sensuale che la vampira non potè fare a meno di sentire di provare un fremito lungo il suo corpo morto.
"Molto bene" disse lei sorridendo "Marcella della Valle, del clan Toreador, anziana e primogenita" aggiunse porgendo la sua mano all'altro.
"Onoratissimo, Hassam del clan dei Seguaci di Seth" disse lui, eseguì un perfetto e signorile baciamano, poi le rivoltò la mano e le bacio anche il palmo due volte, la seconda aggiungendo una piccola ma significativa passatina della sua lingua sulla pelle di lei.
La Toreador sorrise e Ian Valek (che fino alla notte prima i sabbatici che assediavano Roma non avrebbero mai nemmeno immaginato capace di sorrise o di sedurre) sorrise di rimando: ci sarebbero state presto molte informazioni utili da passare a chi di dovere.
Ian Valek