NO ETERNAL HAPPINESS FOR THE BLOODY LONELY PRINCESS
Lei danzava freneticamente,
in vesti purpuree, prugna e nere,
negli immensi saloni del cupo castello,
abbracciata al suo principe delle tenebre.
Si sentiva la sua risata,
pura e cristallina,
riempire la notte,
accompagnata dalla musica
che senza sosta suonava.
Star con il suo principe
la riempiva di gioia,
ed erano fatti per star insieme in eterno.
Ma la vita della principessa
non era destinata alla felicitŕ eterna;
venne un uomo, da lontano,
e convinto di aiutarla,
di liberarla da una presenza demoniaca,
uccise suo marito...
La solitaria principessa visse tre anni
circondata dai saloni minacciosi
che su di lei incombevano
come un rapace pronto ad aggredirla,
finché l'agonia del dolore
non le fece prendere la decisione definitiva:
raggiungere il suo principe,
a costo di dannare l'anima.
Raggiunse la stanza della torre,
dalla cui finestra
erano soliti guardare la profonditŕ delle tenebre,
e il lucore della luna piena,
sulla neve che copriva tutto il paesaggio e il cimitero vicino;
osservň un'ultima volta quel paesaggio,
che ogni volta le faceva scorrere
lacrime silenziose sul bianco volto,
e si gettň.
Ma la principessa, ancora una volta,
non ebbe fortuna;
non riuscě a raggiungere il suo principe
e si ritrovň, sanguinante per la caduta mortale,
nel salone d'entrata
e pianse, pianse a lungo...
Ora vive nelle tenebre eterne,
e, sebbene versi ancora lacrime amare
per il suo principe perduto,
si č ripromessa,
diventando una vampira sanguinaria,
di vendicarsi di chiunque le voglia togliere la felicitŕ,
per cui lotta cosě duramente,
ogni notte, per l'eternitŕ.
Silvie Erzsébeth Bŕthory Tepes
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