Lady Arcadia


Parlo di me alla notte più scura,
su una placida insenatura dove il mare rifugge se stesso,
lento, e più spesso vivace.
Parlo alla mente con verbo loquace,
fallace ad un rapido ascolto,
ritorto ed intriso di cuore.

Ti parlo di nuvole e Sole,
di ladri e viandanti, di popoli erranti.
Ti parlo con suoni confusi,
seguendo un sogno lontano
e la mano che tendi ad Oriente,
uno sguardo silente si estende ad Altrove.

E ti perdo, tra le nuvole ed il Sole
in un soffio di vita smarrita
di una mente pellegrina ed oscura,
Sola, sulla mia insenatura
osservando il tuo volo stellato
con un sorriso che è solo un ricordo.

E mi celo, nel buio più sordo
mangiando fantasmi con sguardo deciso,
racchiudendo in uno sbatter di ciglia
quel graffio che strappa la pelle
del tuo grido, celato e ribelle
che canta Verità e la sua meraviglia.
Lady Arcadia