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"Tremate, Tremate, le streghe son tornate" era lo slogan del femminismo, un movimento di emancipazione un po' passato di moda in Italia, relegato nella nostra memoria... come la caccia alle streghe.
Ora da noi le donne hanno "privilegi", "libertà"... è vero: a volte tali cose sembrano di poco conto, oppure del tutto virtuali e spesso non si riesce ad apprezzarle, non si riesce a comprenderne il valore.
Secoli fa (e non troppi), bastava che una donna fosse più sveglia, più indipendente delle altre per essere tacciata di stregoneria. Purtroppo sembra che i secoli non siano passati.
Gelosie, invidie, paure hanno causato piú vittime sui roghi che non gli stessi delitti commessi.
Oggi fra i nostri grattacieli, tra i lampi colorati dei tubi catodici, fra i tarocchi che qualcuno continua a consultare, ci giunge una parola del passato, un termine orrendo: lapidazione.
Forse oggi il grido sarebbe Tremiamo, tremiamo: è ricominciata la caccia alle streghe...
Qualche mese fa Safiya Husseini riuscí ad ottenere l'assoluzione per l'accusa di adulterio
ed a salvarsi cosí dalla pena capitale.
Amina Lawal Kurami, invece, probabilmente non ce la farà a salvarsi: per la stessa accusa, il 19 agosto 2002 del caledario occidentale, Amina è stata condannata alla morte mediante lapidazione dalla
Corte l'Appello islamica di Funtua, nel nord della Nigeria, confermando la condanna già pronunciata il 22 marzo scorso. L'esecuzione fu rinviata di alcuni mesi per consentirle di allattare la sua bambina.
La colpa della donna? Aver avuto, da divorziata, un terzo figlio. La sharia - la legge islamica in vigore in 12 stati della Nigeria - considera adulterio avere rapporti sessuali senza essere sposati. Cosí una donna di 35 anni, per una legge arcaica e disumana, deve pagare la colpa di essere donna in una società in cui comandano gli uomini.
A volte è difficile apprezzare la libertà che esiste in Occidente fino a quando non operiamo il confronto con altri paesi del mondo, con altre visioni della storia e della vita. Amina non è stata condannata per un delitto cruento (ed anche in questo caso sarebbe da discutere sull'opportunità di prevedere la pena capitale); Amina paga per aver avuto un rapporto sessuale, per aver messo al mondo una figlia fuori dal matrimonio, per aver portato scandalo - per sua scelta o suo malgrado - nella comunità in cui vive.
Per quanto si tenti di capire il senso di queste norme della sharia, non riusciamo ad accettarle. Sono retaggi barbarici che sopravvivono ai margini del mondo civile, dove il calendario si è fermato a molti secoli addietro e dove sembra che il senso di umanità, la pietà per il caso umano, sia considerato come un deleterio costume occidentale.
Si potrebbe parlare di altre forme di disumanità: i bambini morti in Iraq per l'embargo, i morti causati dai bombardamenti americani sull'Afghanistan, i morti nelle Twin Towers, i morti causati dall'imperialismo occidentale nei paesi del Terzo Mondo e la responsabilità dell'Occidente per non aver avviato un responsabile programma di sviluppo socio-economico lí dove dilaga il sottosviluppo; la responsabilità della Chiesa per aver impedito una seria politica di controllo delle nascite e di prevenzione della diffusione dell'AIDS nel continente africano.
Si potrebbe parlare a lungo delle ipocrisie, delle falsità, degli arroccamenti ideologici, delle visioni assolutistiche della storia e dell'uomo, ma questi sono discorsi che non riguardano Amina. Amina è una donna che ha la sventura di trovarsi in una cultura in cui il senso di umanità è subordinato ad altri sistemi di valori e di potere.
Probabilmente Amina morirà, e la sua morte sarà un velo di vergogna che scenderà su tutti noi.
Amina verrà ammazzata per aver portato scandalo nella comunità in cui vive adducendo come elemento di prova l'esistenza di un figlio: la Sacra Maternità. Si sta commettendo un sacrilegio abominevole: la nascita di un figlio è motivo della condanna della madre.
Non sappiamo in quale condizione sia avvenuto il concepimento, se Amina sia stata circuíta, con la promessa di un futuro matrimonio se avesse accettato rapporti sessuali con l'uomo, o se abbia scelto liberamente di amare, magari un uomo diverso da colui di cui si sospetta. Nel primo caso, la condanna si commenterebbe da sé. Nel secondo caso, Amina si troverebbe a pagare con la vita la sua scelta di essere libera.
La caccia alle streghe non è ancora finita. Il moralismo religioso, che assume le forme piú abominevoli, continua a strisciare nel mondo dei vivi. Fa scandalo l'adulterio e non la morte.
Se vi sono nuove iniziative per tentare di sensibilizzare il governo della Nigeria tramite l'Ambasciata Nigeriana in Italia, vi preghiamo di segnalarcelo.
Links:
http://www.cryogenteam.com/safiya.htm
http://www.radio.rai.it/radio1/zapping/comunicato_amina1.htm
http://www.slp-cisl.it/nuovosito/notizie/aprile_2002/amina_lawal.htm
http://www.centroculturaletassignano.it/amina.html
http://www.comune.firenze.it/mese/APPELLOPERAMINA.htm
http://www.santegidio.org/fr/pdm/news/ap_amina.htm
http://www.santegidio.org/en/pdm/news/amina.htm
http://www.womenews.net/
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