Denominazione e tradizioni:
    Cucurbita, meglio nota come Zucca della famiglia delle Cucurbitacee.
    L'etimologia del termine "zucca" è incerta. Secondo il dizionario Zingarelli, potrebbe derivare dal latino cocutia ("testa"), successivamente trasformato in "cocuzza", "cozucca" e, infine, zucca.
Biologia:
    Variegata nei colori, rapida nella crescita, mutevolissima nella forma possiede una innocente mania di grandezza, la zucca deve essere tenuta a bada entro i confini degli orti, dove altrimenti diventerebbe padrona. E' lasciata più' libera nei campi, dove striscia, s'attorciglia, s'impenna, dilaga in un tripudio di foglie e frutti da staccare al momento appropriato, perché non eccedano il limite della misura. La zucca, infatti, è in continua crescita che, per alcune qualità non commestibili, può dare come risultato canche grandezze smisurate: oltre il quintale.
    La zucca vanta una famiglia molto allargata, che annovera 90 generi e 900 specie.
Storia:
    L’origine della famiglia delle zucche è sconosciuta. Gli Egiziani, i Romani, gli Indiani d’Oriente, gli Arabi, gli africani del Niger danno testimonianza della loro conoscenza e coltivazione, seppure di varietà diverse. Così come diverse furono quelle portate da Colombo, con la scoperta dell'America, giunsero una dopo l'altra zucche grandi.
    Non originaria quindi dell'Italia vi arrivo', addirittura, dall'India e gli esperti - catalogandola come Lagenaria vulgaris - ne fecero a priori un cibo per mense contadine, che nei secoli avrebbero pero' originato ricette squisite.
    Ai tempi dei romani, svuotata della polpa ed essiccata, la zucca diveniva contenitore leggero ed impermeabile, usato, per esempio, per trasportare il sale o il vino, il latte o i cereali.
    Chiamata cocuzza nell'Italia meridionale e suca in quella settentrionale.
    Da cibo povero già delle tavole dei nostri nonni si è "evoluto" in un ingrediente di tutto rispetto nelle nostre ricette e in quelle dei più grandi chef.
    Le zucche in Italia vengono coltivate soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
    Verso la fine dell'estate giungono a maturazione e sono reperibili sul mercato tutto l'inverno.
    Oggi, grazie alle molte qualità sul mercato e ai metodi di conservazione perfezionati, è possibile gustarla tutto l'anno.
Varietà:
    Mantovana, a forma di clava buccia giallina e polpa arancione, ottima ovviamente per il ripieno dei tortelli. Piacentina, scorza verde/arancio, polpa gialla e farinosa.
    Francese, grossa e bitorzoluta, adatta per tutte le preparazioni.
    Berretta di Mantova, scorza verde/grigio e polpa arancione, dolce e pastosa.
    Lagenaria, quasi priva di polpa, svuotata serviva da fiaschetta per il vino o l'acqua.
    E infine la Zucca Gigante, famosa per trasformarsi in lanterna ad Halloween.
Proprietà:
    Vuota o piena, pesante o leggera, estiva o invernale, ornamentale o commestibile, la zucca può essere veramente definita un vegetale eclettico. La si puo' gustare a tavola, ammirare nelle tele dei pittori o nelle forme decorative di fantasiosi artigiani, puo' fare bella mostra di se come fioriere e zuppiere, o ingrediente benefico per sciroppi ricostituenti o creme emollienti per la pelle. La zucca è particolarmente apprezzata da dietologi per il suo scarso contenuto calorico, povera di grassi e zucchero: naturalmente non bisogna eccedere con i condimenti, ma questo è un consiglio valido per tutto, ovviamente.
    Come gli altru alimenti color arancio, la zucca è particolarmente ricca di vitamina A (che giova alla formazione del tessuto epiteliale e al rinnovamento delle cellule) e di potassio (indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi, la sintesi di alcuni enzimi e, con il sodio, per l'equilibrio idrico delle cellule). Secondo l'istituto nazionale della nutrizione, 200 grammi di zucca al giorno sono sufficienti a coprire il fabbisogno medio quotidiano del nostro organismo.
    Alle sue molte virtù, tra l'altro, l'umile zucca aggiunge un particolare che forse non molti conoscono: quella di essere un prodotto "biologicamente corretto".
    Crescendo senza problemi su terreni qualitativamente poveri, infatti, non ha bisogno di concimi chimici. In caso di attacchi di parassiti, inoltre, può essere curata con prodotti tradizionali usati anche in agricoltura biologica - come lo zolfo - invece che con i moderni pesticidi. Una notizia che, se più ampiamente diffusa, potrebbe favorire il consumo della zucca oltre ogni previsione.
Sceglierla e conservarla:
    Occorre prima di tutto che la zucca sia ben matura: si deve presentare bella soda, solo in questo caso la sua polpa è compatta, un po' farinosa e giustamente zuccherina. Le migliori, quelle che si prestano per tutte le preparazioni, sono la varietà "Marina di Chioggia" e "Americana". Le zucche lunghe sono generalmente meno saporite e quindi più adatte per essere usate nei minestroni insieme ad altre verdure. Intere zucche resistono per mesi in ambienti con temperature comprese tra i sei o gli otto gradi (un freddo più intenso o, peggio, il gelo le danneggia irreparabilmente). Tagliate a fette, si conservano per tre o quattro giorni in frigorifero - nello scompartimento delle verdure - oppure in luoghi freschi e bui. La polpa già cotta, invece, si può' tenere tranquillamente in freezer.
Cucina:
    La zucca è dolce, ma non ingrassante. Anzi, per il suo scarso valore calorico - 17 calorie ogni 100 grammi - il buon contenuto di fibre e il gratificante potere saziante, è ideale per dimagrire. A patto, naturalmente, che sia consumata senza eccessiva aggiunta di condimenti. Va precisato, infatti, che la zucca è molto "golosa". Le piacciono il burro, i formaggi, la salsiccia e anche i tartufi. Va a nozze con il risotto, i funghi e gli spinaci. Diventa crema, zuppa, gratin. E, come detto all'inizio, si nasconde nei ripieni di quei piccoli scrigni di pasta all'uovo
    (si parla già di tortelli in un manuale di gastronomia del '300).
Curiosità:
    La polpa di un tipo di zucca, la Cucurbita ficifoli, o melanosperma, che cresce allo stato spontaneo nell'Asia orientale, ma sembra che la sua patria sia il Messico, dove viveva prima della scoperta di quelle terre ed era conosciuta con il nome di tzilicayotli, in cottura si disaggrega e i filamenti appaiono come capelli d'angelo, che si condiscono come gli spaghetti, da qui il nome di Zucca spaghetti.
Non solo carrozze:
    La zucca, chi di noi non ha letto la fiaba di cenerentola e della sua zucca trasformata magicamente in carrozza? Tralasciando appunto il fatto che tale "magia" è probabilmente imputabile al fatto della sua peculiare velocissima crescita, la zucca ci ha tenuto compagnia fin dalla tenera età non soltanto come alimento.
    La zucca infatti può essere sfruttata in molti modi:
    - utilizzata come fioriere, fruttiere o zuppiere
    - beneficiarne come sciroppo ricostituente o come crema emolliente per la pelle.
    - Una bella zucca rotonda, svuotata dai semi e della polpa, può ancora essere usata come coreografico contenitore per la zuppa o il risotto.
    A seconda della forma, da alcune zucche sono stati ricavati anche piatti. Ciotole e cucchiai Quelle a fiasco svuotate servivano a trasportare i liquidi; quelle più piccole per la polvere da sparo, tabacco, sale.
    -In Liguria certe zucche a fiasco venivano legate su pezzi di sughero e colorate vivacemente: erano così trasformate in segnalatori galleggianti delle reti calate in mare. Alcuni tipi erano usati anche per insegnare a nuotare.
    - Facendo essiccare in un luogo asciutto e ventilato le zucche ornamentali di forma allungata, si possono ricavare ottime maracas già pronte all'uso grazie ai loro stessi semi che battono sulle pareti interne.